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La settima edizione del Festival vede la nascita della Associazione Culturale Acqua di terra / Terra di luna che da quest’anno organizza e gestisce il Festival.
La Direzione Artistica rimane di Stefano Randisi e Enzo Vetrano, e così le linee che guidano le scelte degli spettacoli presentati sono sempre all’insegna di una ricerca teatrale di qualità che affonda le sue radici nella cultura popolare ma sperimenta tecniche e linguaggi nuovi per comprenderla e raccontarla. Il nucleo di persone che da sempre seguono il Festival si consolida e si apre a nuovi rapporti ; ruoli e competenze si precisano per offrire al pubblico e agli artisti che ospitiamo le migliori condizioni di accoglienza e collaborazione. E poi la vallata, con i suoi luoghi sorprendenti, ci aiuta sempre a creare eventi straordinari.
Gli spettacoli di quest’anno si muovono su più binari.
Quello del teatro civile di denuncia ci parla di un passato da non dimenticare: cominciamo con la storia di Sacco e Vanzetti – che avrà anche un momento di approfondimento curato dal Gruppo Anarchico imolese nel pomeriggio del 26 giugno al Cortile dell’Annunziata - per proseguire con Il Volo, che racconta dei desaparecidos nell’Argentina della dittatura, per arrivare a conoscere il destino di Giovanni Passannante, l’anarchico che tentò di uccidere Umberto I di Savoia.
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Un secondo binario è il teatro d’attore, e gli spettacoli di Marinella Manicardi, di Iaia Forte e di Enzo Vetrano e Stefano Randisi sono un segnale continuità con le passate edizioni del nostro Festival : spettacoli recitati da uno o due attori che ricordiamo per la loro intensità e l’emozione che hanno lasciato nella nostra memoria.
Poi c’è il teatro fatto dai gruppi che si affidano a una ricerca particolare e sensibile, da quella pluripremiata del Teatrino Giullare di Bologna, con il suo delicatissimo e bellissimo studio su Beckett, a quella emergente del gruppo imolese T.I.L.T. che con Follie d'amore ci sorprende per il ritmo e la creatività traboccante riversate in un racconto scespiriano.
Infine i laboratori: quest’anno li conducono ospiti di grande pregio che ci aiutano ad approfondire le relazioni con il territorio, attraverso i giovani e i meno giovani che vi partecipano, interessati dai percorsi di ricerca e dalla serietà del lavoro proposto : Marino e Sandro Severini, storici fondatori del gruppo musicale The Gang, e Tanino De Rosa, uomo di teatro dal profondo talento creativo e formativo.
Il nostro ringraziamento va a tutti gli artisti, alle Istituzioni e agli sponsor che continuano a credere in noi e a sostenere il nostro lavoro, e soprattutto al pubblico che ha fatto di questo piccolo Festival un appuntamento seguito e atteso anno dopo anno.
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