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scritto diretto e interpretato da
ALFONSO SANTAGATA
Compagnia Katzenmacher
C’è sempre stato uno sconfinamento
tra le definizioni di briganti e rivoluzionari: per il popolo i
briganti erano rivoluzionari che potevano migliorare la loro vita
oppressa, mentre per il potere erano solo violenti fuorilegge. Le
storie dei briganti si tramandavano oralmente, poiché la
collettività che li sosteneva, contadini e pastori, era analfabeta.
La memoria orale dura a volte dieci, dodici generazioni, e in questo
modo molte storie sono arrivate fino a noi. Il bisogno insaziabile
di giustizia del popolo, il pensiero di ribellione contro un ordine
sociale che negava tutti, ha reso necessario il ricordo ostinato:
i fatti, nell’essere tramandati da una generazione all’altra
sono stati trasfigurati in favole, miti e leggende.
(…) Sono anni che ricerco e raccolgo materiali sul brigantaggio
e potrei continuare ancora per anni. Fra le centinaia di storie
di briganti che ho conosciuto mi piacerebbe inventarne uno che abbia
la forza di tutti, arrivare ad un’icona unica che sia la sintesi
del Brigante: un’invenzione che nasce dalla trasfigurazione
della memoria. (…) |